26.01.1997
Wojtyla, mito esagerato
Il Messaggero, domenica 26 gennaio 1997, pag. 17
In altri tempi, le sue opinioni sarebbero state relegate negli ovattati salotti
accademici. I controquaresimali di Alfonso Maria Di Nola, invece, sono spesso
stati accolti negli organi d’informazione. E hanno sempre raccolto il
consenso di coloro che sanno riconoscere, dietro le sue provocazioni, il grande
rispetto che l’illustre antropologo ha sempre dichiarato nutrire sia
per i fatti religiosi sia per coloro che ne erano coinvolti. In Attraverso
la storia delle religioni, il libro che Di Nola ha appena
pubblicato per Di Renzo Editore, lo studioso sembra invece anche preoccupato
di dimostrare ai lettori fin dove possa giungere la parola non sfumata: “Giovanni
Paolo II è un papa mediocre, un trionfalista, tutto il contrario di
Giovanni XXIII che fece cose, grandi per l’epoca in cui visse, con grande
umiltà”.
Per l’antropologo, la “piazza” non garantisce alcuna verità,
neanche quando si raduna per ricevere la benedizione Urbi et Orbi. “Il
Papa polacco”, scrive infatti Di Nola, “ha bisogno delle folle
e credo che questo affollarsi della gente costituisca un indice della diffusione
e della sempre maggiore affermazione del credo cattolico. Ma noi sappiamo bene
che se in una piazza si presentasse un pulcinella, la folla si farebbe ugualmente.
L’affluire della gente non ha alcuna relazione con la realtà religiosa:
Cristo è morto solo sul Calvario. All’attuale Papa piacciono le
forme di trionfalismo e di esibizionismo “.
“Si ha inoltre l’impressione”, continua a scrivere l’autore
di Attraverso la storia delle religioni, “che Wojtyla, troppo
preso dalla frenesia scoutistica dello spostarsi e del viaggiare, dimentichi
la realtà dei problemi dell’uomo. È da chiedersi quali
siano i motivi del suo successo e perché le folle lo seguano. Non è certo
un Papa capace di affrontare la gravità dei tempi perché passa
da impensate aperture a chiusure ideologiche tipiche della teologia medievale”.
A questo punto, non ci resta che sperare in una rapida controinformazione cattolica.