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07.05.2007

Alfonso Maria di Nola

Fonte: www.centroculturalegragnano.it

“Penso che fare cultura in un mondo come il nostro, fatto di palazzi chiusi e di mura bianche, voglia anche dire sentirsi disponibili verso gli altri e non ritenersi portatore di una verità assoluta, ma di una verità costruita ogni giorno sulla base di metodologie fondate sull’esperienza. Grazie a queste conoscenze specifiche,ognuno può aiutare gli altri ad investigare la realtà ed ad imparare ad essere disponibili al mutare continuo del reale, rinunciando ad ogni albagìa di sapienza e scientificità assoluta”.
Alfonso Maria Di Nola

Alfonso Maria Di Nola, antropologo di fama internazionale, originario di Gragnano, nasce a Napoli il 9 gennaio 1926, perché la madre si era lì recata presso una cugina temendo difficoltà nell’imminenza del parto.
Visse la fanciullezza in una delle più belle case di Gragnano posta in piazza Aubry, l’antica piazza Conciaria.
E’ stato un attento studioso delle religioni, il cui approfondimento costituisce una branchia dell’ampia e complessa materia dell’antropologia culturale. Questa ha come suo oggetto di studio il fenomeno sociale, ovvero la vita associativa dell’uomo studiata nelle varie epoche storiche e nei diversi paesi, con le sue implicazioni economiche, culturali e sociali, nonché la sua evoluzione strutturale anche in rapporto alla storia. Una materia di studio quindi tra le più complesse, ma proprio per questo tra le più affascinanti da esplorare per un uomo di una vasta cultura come il Di Nola. Fu forse la sua curiosità, l’esigenza di andare più a fondo alle cose, a portarlo dallo studio delle religioni ad un vero e proprio approfondimento di tipo antropologico.
Grazie a questi suoi studi iniziali, diede alle stampe la storia delle religioni nei 6 volumi dell’ “Enciclopedia delle religioni”, ove traccia un percorso per quanti volessero interessarsi appunto delle religioni, affrancandosi da molte superstizioni ed acquisendo una concezione religiosa puramente laica.
La religione quindi vissuta come oggetto culturale alla stessa stregua della scrittura e di altre forme di arte. Le sue idee non vanno tacciate di anticlericalismo, come ben riconobbe lo stesso papa Paolo VI, in un discorso ai fedeli in San Pietro, in cui riconosceva la grande onestà con cui il Di Nola affrontava i problemi religiosi, pur essendo distante concretamente da ogni religione storica. Anche Paolo VI, così come il Di Nola, aveva scandagliato l’operare del diavolo nella società moderna e nella storia.
Giovanissimo, durante il fascismo, aveva partecipato clandestinamente all’attività politica, e subito dopo la fine della guerra, si era battuto a fianco degli operai dei pastifici nel tentativo di risollevare le loro condizioni di vita. Essi erano all’epoca 2500 e il Di Nola aveva definite in un saggio le loro condizioni “disumane”. Si ricordano anche le lotte a fianco di contadini e mezzadri nell’allora frazione gragnanese di Santa Maria la Carità. Analizzò il movimento dei preti-operai, specie di quello francese, caratterizzando la sua analisi come forma di ribellione nei confronti di una chiesa che appariva immobile di fronte ai cambiamenti sociali. Pio XII decise allora per una condanna delle posizioni del Di Nola, con un decreto pubblicato sull’Osservatore Romano.
Le sue idee gli troncarono qualsiasi possibilità di avanzamento nella carriera universitaria, e solo in tarda età ebbe la cattedra di Storia delle religioni presso la terza Università di Roma.
In una delle ultime visite a Gragnano, fu ospitato per un breve incontro nella sede della Pro Loco in piazza Conceria e in quella di Rifondazione Comunista, ma non in Comune. Nessuno ebbe la sensibilità di aprirgli l’aula consiliare.

Qualche anno prima nell'aula magna della Scuola Media "Roncalli" aveva, però, ricevuto un riconoscimento da parte dell'Amministrazione Comunale presieduta dall'allora Sindaco Antonio Di Massa.

Morì a Roma il 17 febbraio 1997. Ai suoi funerali il Comune di Gragnano partecipò con una delegazione di cui faceva parte il sindaco Sergio Troiano e la consigliere comunale Carolina Di Palma.
Tra le sue opere ricordiamo “L’Arco di rovo “ (1985), “Aspetti magico-religiosi di una cultura subalterna italiana” (1985), “Antropologia religiosa” (1985), “Il diavolo” (1987), e ancora “La morte trionfata” (1995), “La nera signora” (1995), “Ebraismo e giudaismo” (1996, La preghiera dell’uomo e tanti altri.
Diverse Associazioni culturali, libri e concorsi vari gli sono stati intitolati:
Centro studi tradizioni popolari ”Alfonso Di Nola” . Cocullo.
Museo di Pulcinella. Acerra. Sezione Alfonso Maria Di Nola.
Centro Alfonso Maria Di Nola. Ferentino.
Centro di cultura e storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola”. Gragnano.
Concorso Letterario per un saggio scientifico su fenomeni paranormali, 2001, assegnato a “L’innaturopata”di F.D’Alpa.
Testi: De Spirito-Bellotta. Antropologia e storia delle religioni. Saggi in onore di Alfonso Maria Di Nola.
Ireneo Bellotta-Emiliano Giancristofaro. “Alfonso Maria Di Nola. Scritti rari”.